Astensionismo: le sardine del dissenso

Nell’ultimo numero di “Visione. Un altro sguardo sul mondo”, Enzo Pennetta cerca di analizzare il fenomeno dell’astensionismo andando a fondo di una dinamica sociale così profonda, senza abbandonarsi a facili denunce.

L’ultima frontiera del controllo delle masse è quella che punta alla loro riduzione intellettiva, la ripetizione di slogan dogmaticamente accettati rappresenta il modello del cittadino ideale. L’esempio più estremo di questo lo abbiamo visto con il movimento delle sardine, un nome scelto oculatamente: le sardine sono animali innocui con una massa cerebrale ridotta. Vivono e seguono il branco in evoluzioni delle quali non capiscono nulla, se non il fatto che così fanno gli altri e che, quindi, è sicuramente la cosa giusta da fare. Mi sono sempre stupito del fatto che qualcuno potesse accettare di essere rappresentato da un’immagine così negativa, ma è quel che è successo e dobbiamo solo prenderne atto. Il futuro della democrazia, secondo questa prospettiva, è quello di una massa che non ha bisogno di particolari ragionamenti ma di segnali da seguire, convinta che adeguandosi tutti insieme acriticamente ci si salverà dai pesci predatori che popolano il mare.

Esiste un corrispondente delle sardine nel versante del dissenso: sono gli astensionisti. Quello che accomuna le due realtà è la convinzione che costituire un’aggregazione (senza tuttavia essere politicamente strutturati) e seguire slogan dogmatici sia il modo per salvarsi dai pesci predatori.

L’astensionista è figlio dell’antipolitica nata all’inizio degli anni ’90 con l’operazione “Mani Pulite”, con la quale venne fatta passare l’idea che i termini “parlamentare” e “corrotto” fossero sinonimi e che la politica fosse una brutta cosa. La nascita del “partito azienda” berlusconiano, seguito più tardi dal partito antipolitico per eccellenza, il Movimento Cinque Stelle, ha alimentato l’idea che i rappresentanti del popolo non dovessero essere dei politici, ma dei tecnici o solo degli onesti.

Oltre ai manager berlusconiani e ai cittadini “onesti” dei Cinquestelle, una residua parte di politici reduci della vecchia sinistra e diventati “Dem” si impegnava a mostrare che fare politica significa adeguarsi alle indicazioni di enti sovranazionali, come la UE, l’ONU, la NATO, ecc. Proprio da questi sono poi nate le sardine.

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