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I cantautori “indie”, aedi della nuova narrazione politicamente corretta

In questa fase abbiamo in campo una musica che utilizza in maniera esplicita tutti i meccanismi della mercificazione e del consumismo, è un prodotto in quanto tale e per tutti questi motivi ci appare più come una delle tante espressioni del pensiero unico, più che una manifestazione invasiva del politicamente corretto. Abbiamo poi delle esperienze che utilizzano una forma di mascheramento per farsi messaggeri del conformismo più becero e funzionale al Sistema, in altre, più esplicite, parole, una massa di autodipinti “alternativi” che semplicemente rappresentano il secondo momento dialettico della narrazione sistemica, completandola con una falsa idea di alternativa che non fa che confermare il quadro valoriale che si vorrebbe opporre. Questa la tesi che anima il contributo del saggista e musicologo Antonello Cresti che qui analizza in particolare la produzione dei cantautori “indie” italiani.

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Parole Avvelenate – Visione 11/2024

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