fbpx

Il fine della democrazia e la dittatura dei tecnici

Anche Francesco Carraro è gradito contributore di “C’era una volta la democrazia”, il settimo volume del nostro mensile. E il suo articolo è una impietosa descrizione del miserevole stato del dibattito nel nostro paese nell’Occidente tutto.

Ha ragione il Generale Vannacci: viviamo in un mondo invertito e, quindi, sovvertito. Non è l’uomo a valutare i fatti con la propria autonoma coscienza; sono i fatti (magistralmente raccontati, e quasi sempre falsificati) a plasmare la coscienza dell’uomo. Il che sarebbe una notizia così interessante da meritare la prima pagina come il rarissimo uomo che morde lo sfortunatissimo cane. Ma ciò non avviene perché chi dovrebbe informarci, ha troppo spesso la missione, se non la vocazione, esattamente opposta: disinformarci per “formarci”.

Ecco perché, se vogliamo parlare di democrazia – meglio ancora, se vogliamo salvare la democrazia – oggi dobbiamo discorrere soprattutto d’altro: in particolare, di scienza della comunicazione e di scienza tout court (anzi, di quel suo precipitato spurio e risibile che viene chiamato dal mainstream, con un’unica emissione di fiato e senza pause, “lascienzah”). Insomma, dobbiamo fare un giro largo, prendendola alla lontana, muovendo da due dimensioni che, in apparenza, c’entrano con la democrazia come i cavoli a merenda. Alla fine, scopriremo che, a dispetto delle apparenze, le categorie in questione sono molto più (pericolosamente) contigue e affini al concetto di cui dobbiamo occuparci di quando non appaia a prima vista.

Per iniziare il nostro approfondimento, partiamo dalle scienze della comunicazione. A tal proposito, va sempre bene il metodo maieutico-socratico degli interrogativi. E allora, facciamoci qualche domanda: il Covid terrorizzava perché era un morbo letale, o perché era dipinto come tale? La vaccinazione era, per moltissimi cittadini, un imperativo categorico perché glielo diceva la coscienza, o glielo diceva la coscienza perché glielo aveva, a sua volta, suggerito la pubblicità truccata da scienza? L’Unione Europea è “desiderata” dalla maggioranza degli italiani perché è un’idea meravigliosa o pare un’idea meravigliosa perché ce lo ripete, da anni, l’intero universo dei mass media di regime? L’euro è nelle nostre tasche perché lo abbiamo voluto, o lo abbiamo voluto perché ci hanno “educati” ad accettarlo?

Puoi leggere l’articolo completo e gli altri 20 contributi acquistando il nostro mensile al link: https://visioneditore.it/prodotto/cera-una-volta-la-democrazia-visione-07-2023/