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Il politicamente corretto calpesta cinema e fiabe

Le opere di Mark Twain, di Shakespeare , di Dante, di Roald Dahl, di Agatha Christie, di Ian Fleming vengono emendate dal censore, l’inquisitore moderno, esorcizzandole da ogni aspetto che possa gettare dubbi sulla giustezza della moda presente assolutizzata. In questo suo articolo la antropologa Valentina Ferranti dipinge una società che rapidamente diviene la caricatura di se stessa, nella foga di attaccare anche le sue radici simboliche più profonde, come quella rappresentate dalle opere letterari: l’epurazione non cancella solo il passato difforme, ma anche ogni presente non conforme.

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Parole Avvelenate – Visione 11/2024

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