La globalizzazione è incompatibile con la democrazia

Come ogni numero di “Visione.Un altro sguardo sul mondo” anche questo settimo volume si apre con l’editoriale del nostro direttore Francesco Toscano. Parole che suonano dure e nette, ad aprire un volume che vuole fare denuncia su un tema che riguarda tutti noi.

 

L’Occidente, senza rendersene conto, rappresenta oggi il pericolo principale per il mondo intero. Fortemente e intimamente convinti di essere gli unici veri interpreti di una modernità luminosa, gli occidentali non si accorgono di essere entrati dentro l’epoca delle “contraddizioni permanenti”, costretti a convivere con una ossimorica concezione della realtà e delle cose. L’Uomo occidentale difende la democrazia minacciata dal popolo, silenzia le voci scomode nel nome della libertà di pensiero, sottomette genti e culture differenti per difendere i concetti di uguaglianza e di tolleranza. Orgogliosa di avere fondato e forgiato le istituzioni democratiche e liberali da offrire in dono al mondo intero, la civiltà occidentale si autoassegna il compito di liberare dalla superstizione e dall’arretratezza le nazioni che non hanno nessuna voglia di essere “liberate”.
Con il fare paternalistico, tipico dei superbi e degli arroganti, gli occidentali sembrano avere riattualizzato, senza volerlo, una sorta di legittimazione all’esercizio del comando fondato su un nuovo modello di diritto divino, non derivante, adesso, da un imperscrutabile volere del cielo, bensì espressione di un non meglio precisato “scientismo”, che sacralizza la tecnica in ogni ambito, fino a svuotare completamente il compito e il ruolo del decisore politico, mero interprete della volontà superiore di una idea grottesca di progresso personificata e infallibile.

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