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La neolingua gender: uniformare il pensiero e sottomettere la mente

Nella distopia orwelliana, per controllare le menti, il Partito sorveglia ogni aspetto della cultura e, soprattutto, ha il controllo totale sulla Storia e sul passato, con una frenetica e costante operazione di rimozione delle testimonianze e delle fonti (persino gli articoli di giornale giudicati “scomodi”). La stampa è così inscindibile dalla propaganda, e la censura e la falsificazione delle fonti sono tra i compiti degli impiegati del Miniver. Enrica Perucchietti, curatrice del nostro mensile, riflette in questo articolo su come riducendo al minimo la lingua, svuotandone i termini, si restringa lo spazio del pensiero, perché i concetti non avranno più parole adeguate per essere espressi e neppure pensati. Non sarà, pertanto, neppure più necessaria la censura perché non esisteranno più le parole per pensare concetti proibiti e pertanto non sarà più possibile incorrere nello psicoreato.

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Parole Avvelenate – Visione 11/2024

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