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Pedofilia: l’ultima frontiera dell’“agenda gender”

In questo articolo il saggista Gianluca Marletta racconta come l’ipersessualizzazione dell’infanzia e della pubertà è una realtà diffusa nell’Occidente contemporaneo, con la presenza pervasiva di figure preadolescenziali che incarnano una seduzione precoce nei media e sui social. Nonostante resti un tabù sociale sulla pedofilia, ci si chiede fino a quando questo rimarrà così, considerando la possibilità di una trasformazione rapida delle opinioni pubbliche. L’ipersessualizzazione potrebbe essere vista come una conseguenza della mancanza di punti di riferimento etici nella società o come un fenomeno ricercato. In questo contesto, l’ideologia di genere emerge come un progetto che va oltre la retorica dei diritti LGBTQ+, influenzando politiche, cultura e media.

Le basi dell’ideologia di genere possono essere rintracciate in figure come Alfred Kinsey e John Money. Kinsey, noto per i suoi controversi studi sul comportamento sessuale umano, suggeriva una visione fluida dell’identità sessuale e accettava la pedofilia come normale. Money, fondatore della Clinica per l’Identità di Genere, propugnava una “democrazia sessuale” che includeva anche la sessualizzazione precoce dell’infanzia e l’apologia della pedofilia. Secondo Money, l’erotizzazione fin dalla nascita avrebbe ridotto l’aggressività umana.

L’ideologia di genere mira a un’umanità “fluida” e senza identità definita, dove la sessualità è libera da stereotipi e confini. Questo progetto cerca di trasformare radicalmente la nostra concezione di identità sessuale e comportamento sessuale, promuovendo una visione “polimorfa” della sessualità. Tuttavia, questa visione implica anche la normalizzazione della sessualizzazione dell’infanzia e della pedofilia.

Sebbene la sensibilità pubblica possa ancora respingere la pedofilia, è possibile che questa resistenza venga erosa da un’intensa esposizione mediatica. È fondamentale comprendere che l’ideologia di genere non si limita ai diritti LGBTQ+, ma mira a una trasformazione antropologica radicale. L’informazione rimane uno strumento cruciale per contrastare questa tendenza e preservare l’integrità morale della società.

Per esplorare ulteriormente queste tematiche e approfondire la discussione, è possibile ordinare una copia della rivista “Visione. Un altro sguardo sul mondo”, dove l’articolo è pubblicato. Con una varietà di contributi interessanti e prospettive stimolanti, la rivista promette di essere una fonte preziosa di conoscenza e dibattito su questioni cruciali come la sessualità, il genere e la morale.